Salone del Gusto – Terra Madre: perché il cambiamento parte dal cibo?


Profumi da mangiare: composizione di spezie


Giallo come una pasta appetitosa: ti sei mai chiesto se la provenienza del grano è tracciabile?


Il mio colore è il verde, come le sfumature del mare e gli occhi che non hanno mai lo stesso colore. Adoro le acque profumate dal tocco leggero e le note di cocco e vaniglia. Quando sono indecisa su che musica ascoltare saltello a ritmo di rock ‘n’ roll.


Si è da poco conclusa la XII edizione del Salone del gusto – Terra Madre, evento internazionale promosso da Slow Food e dedicato al cibo nelle sue molteplici accezioni: non ultima, la capacità di essere motore di sviluppo e di cambiamento. Non a caso, Food for change è stato il filo conduttore dell’evento in programma a Torino, nel segno di una cultura del cibo sempre più responsabile: anche le semplici abitudini quotidiane, del resto, possono incidere sul futuro del pianeta. Ecco alcuni degli spunti più interessanti emersi dall’edizione 2018.

Il valore dell’etichetta

Quello della tracciabilità è un problema molto dibattuto, ma molto resta ancora da fare. Da qui la proposta, avanzata in occasione dell’inaugurazione di Terra Madre, di introdurre in etichetta il prezzo all’origine, per fare chiarezza sul costo delle materie prime e sul comportamento delle aziende che le trasformano.

L’importanza di fare rete

Come sottolineato da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, le piccole realtà produttive nutrono l’80% del pianeta, contro le multinazionali che incidono solo per il 20%. Quale dei due modelli crea davvero sviluppo e chi lo fa nel segno della sostenibilità? La risposta è intuitiva, meno facile è mettere a sistema le piccole realtà per tutelare la salute e l’ecosistema. Quello che serve, insomma, è una rivoluzione pacifica che unisca produttori e consumatori.

No allo spreco

Tra le iniziative più interessanti di Terra Madre Salone del Gusto si segnala il progetto dei Barachìn, basato su una cultura del cibo solidale e sulla condivisione del cibo con le persone meno fortunate. All’iniziativa hanno aderito numerosi ristoranti e associazioni piemontesi, con il sostegno di importanti istituti di credito: non solo un gesto di solidarietà, ma anche la riaffermazione di un momento comunitario e un manifesto anti spreco.

Filosofia del gusto

I grandi chef sono artisti? Di certo, non possono definirsi tali se non amano sperimentare e sfidare le convenzioni comuni. Anche l’alta cucina, insomma, rischia di diventare un cliché, specie quando si approccia alla tradizione e al biologico.

A proposito di chef influenti, qual è il tuo preferito e perché? Ecco un ritratto dei più popolari sul web.

Il mio colore è il verde, come le sfumature del mare e gli occhi che non hanno mai lo stesso colore. Adoro le acque profumate dal tocco leggero e le note di cocco e vaniglia. Quando sono indecisa su che musica ascoltare saltello a ritmo di rock ‘n’ roll.

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